La mandorla è il seme del mandorlo, un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Roosacee e alto fino a 5 metri. I suoi fiori, bianchi o leggermente rosati, sbocciano generalmente all'inizio della primavera e, qualora il clima sia mite, anche tra gennaio e febbraio.

A seconda delle caratteristiche del seme, si distinguono le seguenti varietà di mandorla:

  • amara, i cui semi risultano tossici;
  • dulcis, i cui semi sono utilizzati nell'alimentazione, nell'industria dolciaria e per l'estrazione dell'olio di mandorle officinale;
  • fragilis (o sticciamani), con seme dolce ma guscio non legnoso, utilizzata in cucina.

Le mandorle amare contengono acido prussico (acido cianitrico prodotto dall’amigdalina) e non vanno dunque consumate in grande quantità. In pasticceria si utilizzano per preparare gli amaretti. Quelle dolci, invece, sono largamente usate sia nel campo della cosmesi per le loro proprietà emollienti ed idratanti sia in cucina per la realizzazione di dolci e bevande tipiche siciliane: biscotti, biancomangiare, torrone, granite, orzata, latte di mandorla etc.

Fin dall’antichità, il mandorlo è presente nei paesi del Mediterraneo orientale e nel Levante. In Sicilia sbarca insieme ai Fenici e il suo uso si diffonde successivamente nelle colonie greche: le mandorle vengono utilizzate soprattutto per la preparazione di dolci e da esse si ricava anche l’olio che, a partire dal Medioevo, talvolta, si sostituisce al più costoso olio di oliva.

Diverse le implicazioni simboliche della mandorla all'interno dell’iconografia tradizionale medievale e rinascimentale: tra quelle più usate, la mandorla circonda spesso il Cristo o la Vergine Maria a significare che la natura divina è contenuta all’interno di quella umana. Nella Bibbia, poi, la pianta è citata ben dieci volte in virtù della sua precoce fioritura, come simbolo della redenzione futura promessa da Dio al popolo d'Israele.

Al giorno d'oggi, il mandorlo è una delle piante più diffuse in Europa e nel bacino del Mediterraneo.